Assessment IA: come la tua azienda usa davvero l’intelligenza artificiale.

Il primo passo, con un impegno minimo per l’azienda: un questionario breve al personale sull’uso reale dell’IA, un report per la direzione con priorità e rischi, una proposta formativa su misura.

Di Federico De Lisi, laurea magistrale in Business Economics and Management (LIUC)Aggiornato il

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Quando serve

  • Sai che in azienda qualcuno usa ChatGPT o altri strumenti, ma non sai chi, per cosa e con quali dati.
  • Vuoi decidere se e dove investire in formazione partendo da un quadro reale.
  • Ti serve un punto di partenza documentato per le misure di alfabetizzazione previste dall’art. 4 dell’AI Act.
  • Hai fatto l’AI Readiness Check e vuoi andare oltre il punto di vista del solo titolare.

Cosa comprende

Questionario al personale

Poche domande, da compilare online, su strumenti usati, attività svolte con l’IA, dubbi e dati condivisi.

Report alla direzione

Cosa emerge, dove l’IA può far risparmiare tempo e quali rischi ci sono su dati e riservatezza, in ordine di priorità.

Proposta formativa su misura

Quale percorso serve, per quali reparti e in che ordine, costruito sulle risposte.

Regole d’uso e documentazione

Una prima base di regole d’uso e la traccia delle misure di alfabetizzazione adottate.

Come si svolge

  1. Primo contatto

    Mi racconti la tua azienda e cosa vorresti migliorare: ti rispondo entro 24 ore con un primo parere concreto, senza impegno.

  2. Questionario

    Il personale risponde online, quando è comodo: poche domande sull’uso reale dell’IA.

  3. Report

    Ricevi il report per la direzione, con priorità e rischi.

  4. Proposta

    Discutiamo il report e la proposta formativa su misura, senza impegno a proseguire.

I dati

I dati ISTAT riguardano le imprese con almeno 10 addetti.

Art. 4 dell’AI Act: cosa documentare

Dal 2 febbraio 2025 l’articolo 4 dell’AI Act chiede a chi fornisce o utilizza sistemi di IA di adottare misure per sostenere l’alfabetizzazione in materia di IA del personale; dal 27 luglio 2026 il Regolamento (UE) 2026/1744 precisa che non serve garantire un livello specifico. Secondo la Commissione europea non serve un certificato: si può tenere una traccia interna delle iniziative svolte. Assessment e report sono un primo passo documentato. È un’informazione generale, non un parere legale.

Regolamento (UE) 2026/1744, che ha riscritto l’art. 4 (EUR-Lex)Commissione europea, domande e risposte sull’alfabetizzazione in materia di IA

Cosa non prometto

  • Nessuna valutazione delle singole persone: il questionario serve a capire l’azienda, non a giudicare chi lavora.
  • Nessun «certificato AI Act»: per l’articolo 4 non esiste e non è richiesto.
  • Nessuna proposta preconfezionata: la proposta nasce dalle risposte.

Domande frequenti

Che differenza c’è con l’AI Readiness Check?

Il check lo compili tu, da titolare, e dà una prima fotografia. L’assessment coinvolge il personale e arriva a un report per la direzione con priorità, rischi e una proposta formativa.

Cosa ricevo alla fine?

Un report per la direzione con quello che emerge dal questionario, le priorità, i rischi su dati e riservatezza e una proposta formativa su misura.

Quanto impegno chiede all’azienda?

Poco: il personale risponde a un questionario breve online e la direzione legge il report. Il resto lo preparo io.

Quanto costa?

Ogni azienda ha esigenze diverse, quindi non esiste un listino unico. Dopo un primo confronto senza impegno ricevi una proposta chiara con obiettivi, attività, tempi e costi.

Lavori a distanza o in azienda?

Ho sede a Palermo e lavoro con imprenditori e PMI della Sicilia e di tutta Italia: molte attività si possono svolgere anche da remoto.

Gli altri servizi

Il primo passo è una conversazione.

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